Penne Stilografiche

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STORIA della PENNA STILOGRAFICA

Una piccola controversia

La penna stilografica è da considerare una invenzione francese, nata nel 1864 e dovuta all'inventore della penna metallica, Jean-Benoit Mallat, oppure una invenzione americana, messa a punto nel 1884 da Lewis Edson Waterman? Malgrado possa risultare inaccettabile per lo sciovinismo francese, rimane il fatto che il "Siphoide" inventato nel 1864 da Mallat è solo l'antenato della stilografica. La vera penna stilografica riunisce in sé due rivoluzioni tecnologiche. Prima di tutto non è più la penna che va verso l'inchiostro, ma è l'inchiostro che sta dentro la penna e quindi fa parte della penna stessa. In secondo luogo, l’inchiostro arriva al pennino in modo uniforme, continuo e sicuro. Mallat aveva realizzato solo la prima metà di questa innovazione. Creando il primo condotto affidabile, Waterman a pieno titolo è l'inventore della penna stilografica.

Lewis Watermann, l'inventore

Lewis Edson Waterman nasce il 20 novembre 1837 nello Stato di New York. Dopo le scuole medie, diventa agente di assicurazioni. Un giorno, all'età di 45 anni, sta per concludere un importante contratto d'appalto, quando una goccia d'inchiostro uscita dalla sua stilografica difettosa rovina il modulo del contratto, mandandogli in fumo l'affare. Esasperato dall'impossibilità di trovare uno strumento di scrittura adatto alle sue necessità professionali, decide allora di mettere a punto egli stesso ciò di cui ha bisogno. Dopo aver sezionato diverse stilografiche, si rende conto che nessuna è in grado di garantire un flusso di inchiostro regolare, cioè né troppo abbondante né intermittente. Arrabattandosi con un seghetto, un temperino e una limetta, costruisce il primo condotto per l'inchiostro affidabile nella storia della stilografica e lo inserisce in una cannuccia di legno. Per due anni vende le sue stilografiche, garantendone l'affidabilità ai clienti e impegnandosi a sostituire o riparare quelle difettose. Deposita il suo brevetto soltanto nel 1884, all'età di 47 anni. A questo punto incomincia a costruire a mano le sue penne, al ritmo dí qualche centinaio all'anno. Ogni stilografica venduta ha una garanzia di cinque anni. Waterman abbandona la sua attività nelle assicurazioni e si dedica esclusivamente alla fabbricazione delle stilografiche nel retrobottega di un negoziante di sigari. A partire dal 1887, su consiglio di un pubblicitario che gli ha appena comperato una stilografica, Waterman incomincia a reclamizzare il proprio prodotto con successo immediato. Tuttavia, l'inventore non cessa di perfezionare la sua penna. Nel 1890 lancia la prima stilografica da ufficio e nel 1899 mette a punto un sistema di alimentazione contro le perdite di inchiostro, lo "Spoon Feed" che rappresenta una risposta alla "Lucky Curve" di Parker. Nel 1901, quando Waterman muore, la sua ditta vende oltre 1000 stilografiche al giorno. Affermatasi negli Stati Uniti e nel Canada nel giro di pochi anni, l'azienda conquista anche l'Europa, grazie all'Esposizione Universale del 1900.

La Lucky Curve

Nel 1895, Parker ha un'idea geniale: inventa la Lucky Curve un semplice e ingegnoso sistema di alimentazione con condotto a becco d'oca, che impedisce il gocciolamento (molto comune nelle penne dell'epoca) dell'inchiostro quando si apre il cappuccio e si appoggia il pennino sul foglio e, talvolta, anche quando la stilografica è infilata nella tasca. Basta con dita, fogli e abiti macchiati! Parker ha inventato la prima stilografica pulita. Fino al 1897, il sistema di alimentazione è "overfeed", cioè alimenta da sopra il pennino, mentre dal 1898 è "underfeed", ossia alimenta da sotto al pennino.

George Parker l'uomo dalle cento idee

Discendente da emigranti che hanno lasciato l'Inghilterra nel 1636, George Parker nasce il I novembre 1863 a Shullsburg, nel Wisconsin, una località che dista poco più di 200 chilometri da Janesville, la città che subirà una profonda trasformazione proprio a seguito delle invenzioni di Parker. George nasce in una famiglia di fattori e trascorre la giovinezza nell’Iowa, seguendo studi di buon livello. Dopo aver esitato tra la carriera di medico e quella di ferroviere, decide di stabilirsi a Janesville, dove fonda una scuola per telegrafisti. Un anno dopo, pur continuando con l'insegnamento, prende la rappresentanza delle penne stilografiche John Holland, per poter arrotondare i suoi introiti. Vendendo le stilografiche, anche ai suoi allievi, si impegna a ripararle di persona e così finisce per allestire un piccolo laboratorio nella sua camera di pensionante. In questo modo si rende conto della scarsa affidabilità delle stilografiche che vende, e così decide di costruire egli stesso un sistema di alimentazione, che fa brevettare per le stilografiche John Holland nel 1889. Parker ha appena 26 anni. Nei mesi successivi, fa produrre dalla ditta Goodrich un piccolo quantitativo di stilografiche con il proprio marchio e le smercia appoggiandosi ai rappresentanti di commercio di passaggio, che trovano così una attività complementare alla loro. Un bel giorno gli si presenta un certo Palmer, un agente assicurativo che cerca di vendergli una polizza di assicurazione. Parker non è in grado di pagarsi una assicurazione, tuttavia, mostrando la sua attività, suscita in Palmer un tale interesse, che quest'ultimo decide di diventare suo socio acquistando il 50% dei diritti dell'azienda per la somma di 1000 dollari. Per felice coincidenza, Palmer emette l'assegno a nome della Parker Pen Company, obbligando così Parker a reinvestire tutta la somma nell'azienda che sta per nascere. Per completare i suoi progetti, Parker acquista il brevetto di un certo Pikard, poi si getta in una corsa sfrenata al deposito di brevetti, continuando per quasi trent'anni. A differenza di Waterman e di Sheaffer, che legano il proprio nome ciascuno a una sola invenzione geniale e sono abilissimi nel perfezionamento delle invenzioni altrui, nell'attività di marketing e nella pubblicità dei loro prodotti, Parker resta per tutta la vita un inventore prolifico e brillante.

La Lucky Curve

Nel 1895, Parker ha un'idea geniale: inventa la Lucky Curve un semplice e ingegnoso sistema di alimentazione con condotto a becco d'oca, che impedisce il gocciolamento (molto comune nelle penne dell'epoca) dell'inchiostro quando si apre il cappuccio e si appoggia il pennino sul foglio e, talvolta, anche quando la stilografica è infilata nella tasca. Basta con díta, fogli e abiti macchiati! Parker ha inventato la prima stilografica pulita. Fino al 1897, il sistema di alimentazione è "overfeed", cioè alimenta da sopra il pennino, mentre dal 1898 è "underfeed", ossia alimenta da sotto al pennino.

La storia delle penne stilografiche: i materiali

La celluloide

La celluloide viene inventata dall’inglese Parker nel 1865 e viene prodotta negli Stati Uniti dai fratelli Hyatt nel 1869. La materia prima di partenza è la cellulosa, che è il componente principale, ad esempio, delle fibre, delle pareti delle cellule vegetali e del cotone. La celluloide, prodotta da nitrocellulosa e canfora, è utilizzata su vasta scala nella fabbricazione delle stilografiche a partire dal 1924, grazie a Sheaffer che la usa con il nome di radite. Già però alla vigilia degli anni Venti, Le Boeuf e alcuni altri utilizzavano la celluloide, ma a titolo sperimentale. È un materiale questo che cambia nome quasi con la stessa facilità con cui cambia colore: piralina, radite, permanite sono tutti termini che stanno a indicare la celluloide. mentre nelle pubblicazioni in lingua inglese si trova invariabilmente il termine plastica. La celluloide ha numerose qualità e un solo difetto, quello di essere altamente infiammabile. La sua lavorazione, e soprattutto la lucidatura, richiedono delle capacità che appartengono più all'artigianato che alle tecnologie industriali, e per questo motivo oggi sono pochissime le aziende in grado dà lavorare correttamente questo materiale. Si direbbe che l'utilizzo della celluloide sia incompatibile con le lavorazioni industriali su vasta scala.

Le materie plastiche

Il termine plastica, riferito alle sostanze usate nella produzione delle stilografiche, comprende un'ampia varietà di materiali, che differiscono sia nel processo di fabbricazione sia nell'aspetto finale. Fino al 1925, queste materie plastiche possono essere suddivise in tre categorie: la celluloide (ottenuta da cellulosa e canfora e inventata nel 1865), la galalite (prodotta a partire da formalina e caseina nel 1900 e utilizzata da Parker fin dal 1904) e la bachelite (scoperta nel 1907 dal belga Baekeland e ottenuta riscaldando fenolo e formalina in autoclave).

La Lacca

Già molti secoli prima di Cristo, i giapponesi producevano oggetti laccati. Oggi esistono diversi tipi di lacche: quelle vegetali, prodotte a partire dalla linfa di alcuni alberi, quelle animali e quelle sintetiche (poliuretani, poliesteri, resine epossidiche e fenolo formaldeide, ecc...). Nei Paese dei Sol Levante, l'arte della lacca è entrata nel suo periodo d'oro nel XVII secolo e ancora oggi operano in Giappone dei maestri laccatori, considerati dai compatrioti dei veri "Tesori nazionali viventi". Fin dall'inizio del XX secolo, la Pilot e la Platinum fanno produrre stilografiche secondo le tecniche "Nari" (lacca piena) e "Kin Maki é" (lacca in oro), rivolgendosi ai più grandi maestri. La tecnica della lacca piena consiste nel disegnare lacche in tinta unita; quella della lacca in oro, invece, prevede prima la distribuzione di polvere d'oro sulla lacca ancora umida e, successivamente, le operazioni di laccatura, levigatura e lucidatura. In Occidente, la Dunhill/Namiki, la S.T. Dupont, la Sheaffer e la Cartier sono note per le stilografiche laccate: queste ditte, infatti, riescono a produrre stilografiche di stupenda fattura secondo la tecnica "Nari" applicata industrialmente, ma non esiste ancora una macchina capace di applicare la tecnica della lacca in oro.