Penne Stilografiche Parker

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George Parker: l'uomo dalle cento idee

Nasce nel 1888 dal desiderio imprenditoriale di George Parker, insegnante di telegrafia, sicuramente una delle manifatture più antiche, vanta le collezioni più famose nel mondo della penna come Parker 51, Parker 75, Parker Ciselè, Parker Duofold, Parker Jotter. Nel 1921 l'anno fondamentale per Parker, nasce Duofold forse la più bella e da quel lontano giorno la penna principe della collezione Parker ma anche una delle icone del mondo della scrittura.

Discendente da emigranti che hanno lasciato l'Inghilterra nel 1636, George Parker nasce il I novembre 1863 a Shullsburg, nel Wisconsin, una località che dista poco più di 200 chilometri da Janesville, la città che subirà una profonda trasformazione proprio a seguito delle invenzioni di Parker. George nasce in una famiglia di fattori e trascorre la giovinezza nell’Iowa, seguendo studi di buon livello. Dopo aver esitato tra la carriera di medico e quella di ferroviere, decide di stabilirsi a Janesville, dove fonda una scuola per telegrafisti. Un anno dopo, pur continuando con l'insegnamento, prende la rappresentanza delle penne stilografiche John Holland, per poter arrotondare i suoi introiti. Vendendo le stilografiche, anche ai suoi allievi, si impegna a ripararle di persona e così finisce per allestire un piccolo laboratorio nella sua camera di pensionante. In questo modo si rende conto della scarsa affidabilità delle stilografiche che vende, e così decide di costruire egli stesso un sistema di alimentazione, che fa brevettare per le stilografiche John Holland nel 1889. Parker ha appena 26 anni. Nei mesi successivi, fa produrre dalla ditta Goodrich un piccolo quantitativo di stilografiche con il proprio marchio e le smercia appoggiandosi ai rappresentanti di commercio di passaggio, che trovano così una attività complementare alla loro. Un bel giorno gli si presenta un certo Palmer, un agente assicurativo che cerca di vendergli una polizza di assicurazione. Parker non è in grado di pagarsi una assicurazione, tuttavia, mostrando la sua attività, suscita in Palmer un tale interesse, che quest'ultimo decide di diventare suo socio acquistando il 50% dei diritti dell'azienda per la somma di 1000 dollari. Per felice coincidenza, Palmer emette l'assegno a nome della Parker Pen Company, obbligando così Parker a reinvestire tutta la somma nell'azienda che sta per nascere. Per completare i suoi progetti, Parker acquista il brevetto di un certo Pikard, poi si getta in una corsa sfrenata al deposito di brevetti, continuando per quasi trent'anni. A differenza di Waterman e di Sheaffer, che legano il proprio nome ciascuno a una sola invenzione geniale e sono abilissimi nel perfezionamento delle invenzioni altrui, nell'attività di marketing e nella pubblicità dei loro prodotti, Parker resta per tutta la vita un inventore prolifico e brillante.

La rivoluzione della Parker 51

Nel 1939 la ditta Parker festeggia il suo cinquantunesimo anno di vita: a questo è legato il nome della stilografica più caratteristica di tutti i tempi. La "Parker 51" deve molto all'influenza di Moholy-Nagy, famoso artista del Bauhaus, dove lavorano anche Klee e Kandinsky. I transfughi di questa grande scuola tedesca di arte applicata, vittime della persecuzione hitleriana, si stabiliscono a Chicago, da dove esercitano un forte influsso sull'arte americana. La "Parker 51" viene lanciata nel 1941 negli Stati Uniti, dove diventa un vero e proprio oggetto simbolo. Sei punti di forza contribuiscono a creare il mito di questa stilografica: un inchiostro ad alta velocità di flusso che asciuga istantaneamente (il “Quink"), un materiale plastico stampato molto resistente, un Pennino carenato (che impedisce l'evaporazione dell'inchiostro sul pennino stesso), una punta, con un pennino quasi invisibile e rigido (che scorre velocissimo sulla carta), una linea aerodinamica integrata (armonizzata con il fermaglio a freccia disegnato da Platt ) e, infine il ricaricamento con sistema "Vacumatic", sostituito nel 1947 dal sistema "Aerometric" (serbatoio in plastica trasparente molto solida), derivato dallo "Sleeve Filler".

La Parker 61

Nel settembre 1956, Parker annuncia che le leggi fisiche del principio della capillarità sono state messe al servizio di una grande novità di interesse mondiale: una penna stilografica a riempimento capillare e senza parti mobili. Si tratta, in pratica, di una stilografica che si carica rimuovendo la cellula interna nell'inchiostro e che mantiene tenuta a flusso regolare di inchiostro nella cabina pressurizzata di un jet in volo anche a diecimila metri di altezza. Così, dopo anni di ricerca, nasce la "Parker 61". All'interno del corpo della stilografica un tubetto spugnoso, coperto da una specie di guscio in teflon, aspira l'inchiostro, senza che sia necessaria alcuna successiva asciugatura. Ma questo meccanismo di riempimento è tanto ingegnoso, quanto fragile e poco affidabile.

 

Nel corso della sua storia. Parker ha sempre viva l'importanza degli anniversari.Nel 1941, la "Parker 51" commemora il 51° anniversario dell'azienda; nel 1963, la "Parker 75" ne celebra il 75° anniversario; la riedizione della "Duofold" prepara la commemorazione del centenario. A forza  di interessarsi alle grandi occasioni, Parker ne ha fatto una linea di condotta ed è diventata la numero uno nel settore delle stilografiche commemorative di ogni genere... La stilografica della Pace nel 1991, la firma dell'accordo Bush-Eltsin nel 1992, la firma del trattato per l'autonomia di Gerico e di Gaza nel 1993, la firma dell'accordo De Klerk-Mandela. Ma la predilezione per le celebrazioni non gli impedisce di creare continue innovazioni, come la serie "Sonnet" del 1993.